Soddisfatto il sindacato dei lavoratori della comunicazione. Foti, Borzì, Arcidiacono auspicano adesso il recupero di norme lavorate, contributi e Tfr

Soddisfazione del Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione della Cgil di Catania per l’operazione della Guardia di Finanza che ha sequestrato i beni dell’ex amministratore Qè, Patrizio Argenterio. «La notizia ci riempie di gioia, non solo perché rivela l’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine a favore della legalità, ma soprattutto perché le lavoratrici ed i lavoratori avevano il diritto di ricevere giustizia; ne siamo lieti, anche se ci troviamo solo all’inizio del percorso giudiziario». Questo il commento, in una bnota stampa, del segretario generale della Slc etnea Davide Foti e degli ex Rsu Qé Valentina Borzì e Giovanni Arcidiacono. «Da più di un anno – continuano i sindacalisti – ed in tutte le sedi istituzionali, abbiamo denunciato più volte le irregolarità finanziarie e organizzative rispetto alla gestione dell’azienda, senza mai avere paura di portare avanti i principi di legalità e giustizia.

Un plauso va alla magistratura e alle forze dell’ordine in cui riponiamo totale speranza e fiducia rispetto a questa ennesima situazione di malaffare e illegalità nel nostro territorio. Oltre al danno economico il grave prezzo da pagare è la perdita del lavoro e della dignità da parte dei circa 600 lavoratori. Insieme a loro stiamo lottando per un progetto di reinsediamento locale ed innovativo per permettere il recupero di una così grave situazione lavorativa. Il sindacato ed i lavoratori conoscono la differenza tra certezze e promesse, legalità e illegalità, e proprio per questo – concludono Foti, Borzì e Arcidiacono – auspichiamo una veloce risoluzione del procedimento giudiziario per poter finalmente recuperare le somme lavorate, i contributi non pagati ed il Tfr».

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