Alla base dell’esclusione, un errato invio del progetto. Al giudice amministrativo adesso il compito di dover definire la vicenda

Dopo la magra figura delle dichiarazioni eccessivamente preventive del sindaco Antonio Bonnano sull’avvio del progetto di Servizio Civile Universale nel comune di Biancavilla (rileggi l’articolo), un altro comune etneo – quello di Adrano – fa parlare di se sempre per il tema Servizio Civile, a seguito dell’esclusione dalla graduatoria del progetto “Insieme Volontariamente Attivi per Adrano 4” ritenuto “non valutabile” dal Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali della Regione Siciliana. Una questione, quella adranita, che approderà da qui a breve sui banchi delle aule del Tribunale Amministrativo Regionale, considerato che la stessa pubblica amministrazione ha presentato un ricorso contro la graduatoria pubblicata.

Amministrazione adranita, che ha tirato sul banco degli imputati non solo il Dipartimento regionale, ma anche il vicino – e fino ad oggi amico – comune di Santa Maria di Licodia. Se da un lato il ricorso viene fatto contro l’assessorato per i motivi legati all’esclusione, dall’altro si tira in ballo il comune di licodiese come “controinteressato”, ovvero detentore di un interesse pari e contrario a quello del ricorrente. Una scortesia tra vicini di casa? Una normativa amministrativa applicata in maniera ferrea non tenendo conto dei possibili sgarbi istituzionali con amministrazioni vicine? Perché proprio il comune di Licodia e non anche gli altri enti con punteggio uguale? Certamente una caduta di stile, diciamo noi, che si sarebbe potuta evitare e che avrebbe creato – secondo indiscrezioni – non pochi malumori tra i componenti dell’amministrazione di Santa Maria di Licodia che si è vista notificare negli scorsi giorni il ricorso, come un fulmine a ciel sereno. Il comune licodiese, aveva riportato il punteggio di 71, permettendo il ritorno del Servizio Civile nell’ente dopo diversi anni di assenza. Tra le due amministrazioni, ricordiamo, esiste comunque un rapporto istituzionale derivante dall’appartenenza allo stesso distretto sociosanitario.

Ma ritornando alla proposta esclusa, il Comune di Adrano, accreditato come ente di terza classe presso l’albo regionale, aveva presentato il progetto entro i termini del bando, ma il 21 maggio scorso il dirigente del servizio regionale aveva comunicato al Comune che la commissione interna di valutazione dei progetti non aveva proceduto ad alcuna valutazione di merito, in quanto la stessa aveva rilevato la presenza di una delle anomalie previste dalle “disposizioni sulle caratteristiche e sulle modalità di redazione, presentazione e valutazione dei progetti di servizio civile universale”. Infatti, il comune, secondo quanto si legge nei documenti del ricorso, aveva previsto come criterio aggiuntivo “la partecipazione, in maniera specifica, di giovani con minori opportunità la cui competenza è del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale” e non del dipartimento regionale.

Di fatto, in soldoni, secondo l’avviso del Dipartimento della Gioventù del 16 ottobre scorso – attraverso il quale gli enti di Servizio Civile venivano chiamati a presentare le proprie idee progettuali – veniva espressamente ricordato che “i progetti di servizio civile universale…che prevedono misure aggiuntive sono presentati dagli enti al Dipartimento, indipendentemente dall’albo di servizio civile cui sono iscritti”. Quindi, se il comune avesse voluto inserire delle misure aggiuntive, così come ha fatto, avrebbe dovuto presentare il progetto all’ufficio nazionale piuttosto che all’ufficio regionale.

Da parte sua, il comune di Adrano, giustifica l’invio del progetto al Dipartimento regionale e non a quello nazionale dicendo che la presenza di giovani con minori opportunità “non era strutturale ne essenziale alla realizzazione del progetto, ma solo eventuale ed, in ogni caso, ad essi non venivano riservati compiti specifici all’interno del progetto ma soltanto compiti ordinari analogamente a quelle eseguibili da ogni altro soggetto partecipante al progetto”.

Una vicenda, quella dell’esclusione del progetto, che dovrà essere analizzata dal sindaco adranita su due livelli ovvero quello meramente giudiziario – affidato al Tar – e quello prettamente politico interno ai propri uffici. Il sindaco D’Agate dovrà inevitabilmente valutare quale sia stato il tassello mancante in quella che sembrava essere una macchina comunale ben rodata nell’ambito del Servizio Civile. Una quarta edizione del progetto “Insieme Volontariamente Attivi per Adrano” – la prima progettata sotto la giunta D’Agate – la cui parola d’ordine doveva essere “approvato e finanziato” impone certamente delle valutazioni tra le stanze di via Spampinato.

Un’esclusione che farebbe pensare  ad una probabile e non ben definita falla nell’ufficio progettazione comunale che, forte magari del fatto suo, non avrebbe concretizzato quelle forme di collaborazione con organismi esterni che avevano contribuito al ritorno, nell’ente, del Servizio Civile durante l’amministrazione Ferrante. Certamente, tutto questo, non fa che accrescere l’immagine di una giunta che su più fronti continua a collezionare sconfitte degne della migliore Caporetto. Un elemento in più, per D’Agate, affinché il prossimo rimpasto di giunta annunciato a più voci, possa far prevalere la logica della qualità rispetto a quella dei numeri.

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