Catania, pescherecci al porticciolo di Ognina - © pietronicosia.it
Catania, pescherecci al porticciolo di Ognina – © pietronicosia.it

Continua la distribuzione degli aiuti europei nel settore della pesca marittima del Femp 2014-2020. Ecco come chiedere le provvidenze

Migliorare il contesto lavorativo del pescatore è una delle priorità del programma operativo Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), in questo quadro, predominante diviene, anche, la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente marino. Il bando della misura 1.32, inerente la sicurezza e la salute, è stato pubblicato dal Dipartimento della Pesca mediterranea della Regione Siciliana.
Il programma del Feamp del 2014-20 si traduce in 2 milioni 466 mila euro, da investire in attrezzature o in migliorie a bordo finalizzate al perfezionamento delle condizioni di igiene, salute e sicurezza del pescatore. La pesca per l’Isola costituisce una risorsa importantissima, se si considera che la sua economia si regge prevalentemente su quest’attività e sull’agricoltura. Dotata di diversi porti con grandi flotte di navi pescherecce, nelle sue acque non viene praticata solo la pesca ma anche l’allevamento, dunque sono molti gli operatori siciliani del settore che quotidianamente si trovano a far fronte alle difficoltà racchiuse nel mestiere. La tutela e la sicurezza diventano imprescindibili e questa misura ne rende attuabili molte condizioni.

Dario Cartabellotta
Dario Cartabellotta

«La Sicilia nel settore della pesca sta favorendo il passaggio da un’economia incentrata sullo sfruttamento delle risorse, ad un’economia che valorizza le risorse in una logica di sostenibilità e di preservazione – spiega Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana –  in modo che generino ricchezza, offrano lavoro, valorizzino le risorse, ma nello stesso tempo non intacchino e non pregiudichino il patrimonio del territorio, delle acque, delle risorse ittiche in modo che possano essere trasmessi come beni inalienabili alle future generazioni. Questa misura – prosegue Cartabellotta – serve per accrescere le dotazioni a bordo di strumenti e sistemi di sicurezza, per migliorare l’igiene e la salute dei pescatori e, quindi, migliorare il contesto ambientale in cui opera il pescatore».
Un ausilio pubblico, giunge dal fondo europeo per la pesca, sul 50 per cento delle spese ammesse rispetto alle somme sostenute dai beneficiari, un incentivo per ammodernare ma soprattutto rendere sicure le imbarcazioni. In conformità ai regolamenti europei per i fondi Femap, l’aiuto pubblico può variare la sua intensità da un minimo del 30 per cento per le imprese che non rientrano nella categoria delle PMI (piccole e medie imprese) e fino all’80 per cento per i pescherecci impiegati per la pesca costiera artigianale.

Pescatori, armatori, proprietari di barche adibite alla pesca, possono beneficiare della misura 1.32, mentre le spese contemplate sono quelle in materia di sicurezza, igiene e salute per il lavoratore. Rientrano in quest’ultima casistica: zattere di salvataggio, boe di segnalazione di sinistri in mare; pompe e allarme di sentina; spese per l’acquisto e l’installazione di casette di pronto soccorso; gabinetti e lavabi agli impianti di cucine e cambuse e a impianti di depurazione di acque. Pertanto, un aiuto concreto a cui si può fare domanda per accedervi fino al 30 giugno2017.
I richiedenti devono inviare le domande e gli allegati entro le 14:00, di venerdì 30 giugno, presso la sede del Dipartimento della Pesca mediterranea della Regione Siciliana dell’assessorato all’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, Via degli Emiri, 45, Palermo 90135.

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