A raccontarci quanto accaduto una nostra lettrice, che è riuscita a non cadere nella trappola dei truffatori

Il modus operandi è sempre lo stesso, come una storia scritta su un copione da mettere in scena infinite volte con questo o quello sfortunato automobilista. Un rumore durante un sorpasso, poi l’invito ad accostarsi, una riga nera abilmente disegnata sulla fiancata ed infine il tentativo di estorcere il denaro al malcapitato. A segnalarci una nuova presunta truffa dello specchietto è una nostra lettrice che ha voluto raccontare la disavventura vissuta oggi, mentre percorreva intorno a mezzogiorno la Statale 121 che da Catania porta verso Paternò. Un racconto che abbiamo voluto rilanciare, affinché nessuno possa cadere nella stessa trappola.

«Ero nella corsia di sorpasso e stavo cercando di rientrare nella normale corsia di marcia», racconta la donna, «quando ho sentito un rumore sulla carrozzeria. Subito, quest’auto che stava dietro di me – una Smart Forfour di colore nero – ha iniziato a lampeggiarmi, per poi sorpassarmi ed invitarmi a seguirla in una stazione di servizio all’interno di Misterbianco. Una volta fermati i nostri veicoli, l’uomo alla guida dell’auto, diceva che gli avevo rotto lo specchietto. Dopo avermi fatto notare una lunga striscia nera sulla mia fiancata, mi faceva vedere il suo specchietto che si muoveva. Specchietto che non era staccato completamente». Uno stile noto dalle tante pagine di cronaca che raccontano questo tipo di raggiri,  quello attuato dal presunto truffatore e che ha insospettito la donna.

Tra i vari elementi che hanno fatto sorgere qualche dubbio alla donna, anche la presenza di un “amico” del presunto truffatore che è rimasto in auto, mostrandosi indifferente alla situazione. «Ho notato alcune cose strane» continua la donna nel suo racconto. «La prima, che quella striscia nera, quando la toccavo con il dito, si scoloriva, non facendo emergere nessun graffio sulla carrozzeria e, la seconda, la classica richiesta di procedere con l’assicurazione subito trasformata in una richiesta di risarcimento in contati». L’uomo, infatti, chiedeva alla donna una cifra esatta, pari a 136 euro. «Poi, ha iniziato a chiedermi cifre differenti, come 50 o 70 euro. Io, ho prontamente risposto di non avere con me denaro. Quindi, il malintenzionato, mi ha invitata a recarci in un vicino Bancomat per prelevare la somma. Capendo che si trattava di una truffa, ho chiesto all’uomo di fornirmi il suo numero di cellulare, così da poterci rincontrare a Catania per rimborsarlo dell’eventuale danno». Richiesta, quella della donna, che ha fatto demordere l’uomo facendolo andare via dicendo che “avrebbe sistemato lui stesso lo specchietto”.

Nel caso si sospetti di essere vittima di una truffa dello specchietto, Polizia e Carabinieri consigliano ai cittadini di rivolgersi sempre alle Forze dell’Ordine chiamando il numero unico delle emergenze 112, di prendere tempo, di dichiarare di non avere con sé denaro contante, di non prelevare dal Bancomat insieme al truffatore, di non fornire mai l’indirizzo di casa o il proprio numero di telefono e di stare sempre in guardia, tenendo presente che spesso i truffatori sono accompagnati da una donna o da un giovane complice e che le vittime sono spesso scelte tra persone che viaggiano da sole in macchina.

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