Geo Florenti, senza consumo d’energia, ha dato luce all’opera di Giacomo Balla, “Complesso Plastico colorato di frastuono + velocità”

Messaggio dal mondo dell’arte, ai grandi della terra, che da venerdì si ritroveranno a Taormina per il G7. A lanciarlo dalla mostra “Il futuro sopravvenuto”, a cura di Giancarlo Carpi e Giuseppe Stagnitta in collaborazione con Serena Dell’Aira, allestita fino al 14 giugno nell’ex Chiesa del Carmine, è l’artista rumeno, italiano d’ìadozione, Geo Florenti, il quale, ispirato da Leonardo Da Vinci, unisce creazione artistica, ricerca scientifica ed ecosostenibilità. Il suo modo di illuminare le opere d’arte è una vera e propria rivoluzione: senza consumo d’energia ha dato luce all’opera di Giacomo Balla, “Complesso Plastico colorato di frastuono + velocità” del 1910 e contestualmente anche all’ambiente che la ospita.

 

Geo Florenti è impegnato a creare nuove tecnologie nel campo dell’energia, sfruttando materiali innovativi come le piccole celle di silicio che riciclano la luce emessa da altre fonti luminose convertendola in altra energia utile. Ecco, dunque, che nasce l’illuminazione a consumo zero. Insomma, la tecnologia è a sostegno dell’ambiente, ai politici riuniti a Taormina il compito di recepire il messaggio.
«Florenti ha creato un sistema per duplicare la luce – dichiara a Yvii24 Giuseppe Stagnitta, curatore della mostra –. Da una lampadina illuminata con l’energia fornita dall’Enel, attraverso una cellula fotovoltaica indiretta, riesce a portare la luce anche a 500 metri di distanza. Insomma, da una lampadina ne crea due e questa è la genialità dell’opera».

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