Smentita dal vulcanologo dell’Ingv sulla possibilità di previsione di una forte scossa

In concomitanza con eventi sismici importanti come quello della scorsa notte, si fanno sempre più spazio, soprattutto sui social, notizie sull’arrivo di imminenti terremoti più forti di quelli appena verificatesi. A voler chiarire la posizione dell’Ingv è stato questo pomeriggio il vulcanologo Boris Behncke attraverso un post sulla propria pagina Facebook.

I punti del post di Boris Behncke

– I terremoti non si possono prevedere. Si può solo dire che altre scosse di simile entità di quella di stanotte non si possono completamente escludere, su faglie vicine (quelle che ha provocato il terremoto di stanotte già si e rotta e quindi ha fatto il suo lavoro). Chi dice che l’INGV sta prevedendo un grande terremoto dice una bufala clamorosa, l’istituto non si azzarderebbe mai a fare dichiarazioni a tale proposito.

– Le faglie nel versante sud-orientale ed orientale dell’Etna sono piccole e molto superficiali e per questo motivo non in grado di produrre terremoti molto più forti di quello di stanotte. Non hanno alcuna influenza sui grandi sistemi di faglie al largo ionico della Sicilia, responsabili dei grandi terremoti del 1693 e del 1908.

– Tuttavia, siamo sempre in una zona ad alto rischio sismico, e questo non cambia di una virgola con il terremoto di stanotte. Valgono quindi, in ogni istante, le buone regole di una vita in zona sismica, su cui esiste tanto materiale informativo su siti come “iononrischio”.

– Per favore, evitate assolutamente di diffondere notizie allarmiste e sensazionalistiche, ma piuttosto diffondete notizie attendibili, e link ai siti dedicati all’educazione per una migliore convivenza con il rischio sismico e quello vulcanico.

P.S. non facciamo confusione fra “magnitudo e “intensità”, sono due cose molto diverse. La prima descrive il terremoto stesso, in particolare, l’energia da esso liberata, mentre la seconda dà la misura dell’impatto (cioè, del danno) del terremoto sul manufatto. Intensità del 7° grado sulla scala Mercalli descrive l’impatto così: “Difficile reggersi in equilibrio. Avvertito anche da quelli che sono alla guida di un’automobile. I mobili si rompono. Camini fragili si rompono alla base. Cadono intonaci, mattoni non ben fissati, cornicioni. Qualche incrinatura nelle costruzioni in pietra. Si formano onde, l’acqua nelle pozzanghere s’intorbida di fango. Piccole frane e avvallamenti nei banchi di sabbia e ghiaia. Campane grandi suonano. Sono danneggiati canali d’irrigazione in cemento.” Un terremoto di magnitudo 7 nelle nostre zone causerebbe devastazione immensa e su un’area molto più vasta.

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