L’opera ha come Director Special Guest il regista catanese Francesco La Rosa

Si chiama “Umanamente Totó, poi il comico” il docufilm dedicato al “principe della risata” e realizzato su volere dell’associazione “Amici di Totò …. a prescindere!” e dell’emittente televisiva “Telecolore”, per la regia di Alberto De Marco (presidente dell’associazione e di Franco Esposito (direttore dell’emittente) con Director Special Guest il regista catanese Francesco La Rosa, già autore di “Pacenzia” e “Maledettissima tu” e vincitore del “Premio De Curtis” nell’edizione 2020 del Festival internazionale “Antonio De Curtis”. L’opera si candida ai maggiori festival cinematografici internazionali a cominciare dal Festival del Cinema di Hollywood.

Il docufilm, della durata di 2 ore e 8 minuti e ultimato il 15 agosto, verrà proiettato anche negli Stati Uniti, con sottotitoli in lingua inglese, dove è già stato pubblicizzato  e a cui la stampa ha dedicato innumerevoli articoli. Il film è tratto dal libro dal libro “Antonio De Curtis, Totò il Grande Artista dalla Straordinaria Umanità” (Casa Editrice Movimento Salvemini) di Alberto De Marco Duilio Paoluzzi che rappresenta l’opera completa sulla vita  del “principe” De Curtis.

«Mi hanno proposto di andare sul dischetto e battere un rigore a porta vuota, mi hanno proposto questo, davvero questo… e penso che nessuno, ma proprio nessuno, si sarebbe tirato indietro – dichiara a Yvii24 Francesco La Rosa –».

Parliamo un po’ di lei.
Ho 43 anni e dopo aver ricevuto il “Premio De Curtis 2020” per la sezione cinematografia sembra essere giunto il momento di raccogliere i frutti di tanti anni di sacrificio e di lavori che, uno dopo l’altro, hanno avuto un successo non irrilevante.

Come è ricaduta la scelta di Director Special Guest in questo docufilm?
“Ho visto come lavori e ciò che trasmetti nelle tue opere, desidero che tu collabori con noi”. Questo è ció che mi ha detto il presidente dell’associazione “Amici di Totò …. a prescindere!” Alberto De Marco a distanza di 50 giorni dall’ufficialità del riconoscimento ottenuto.

Cosa contiene questa opera?
Si tratta di un film-documentario non sulla vita di Totó, ma sulla sua straordinaria umanità. Due ore e otto minuti di video inediti, documenti privati, messaggi profondi, testimonianze di volti noti e meno noti della cultura e dello spettacolo del Bel Paese, il tutto di appartenenza, e in custodia, del presidente De Marco che, insieme a Franco Esposito, che è regista e produttore. Un film creato per il cinema e proprio in questi giorni stiamo provvedendo ad iscrivere nei più prestigiosi Festival Cinematografici Internazionali. Dopo aver trascritto i sottotitoli in lingua inglese sarà distribuito negli Stati Uniti. Per l’ottima riuscita si è creata una grande sinergia fra professionisti del settore, ma anche della comunicazione, per un’opera cinematografia d’immenso valore che non lascerà per nulla indifferente. E questo ve lo garantisco.

In cosa consiste la sua opera di Director Special Guest?
Il film è stato da me montato, ottimizzato e finalizzato. Mi sono occupato della parte tecnica e della post-produzione, potendo godere della massima libertà professionale. Ciò che ho creato è, per me, un gioiellino d’immenso valore conservato dentro una teca di cristallo da donare al tempo. Ho lavorato per due mesi, giorno e notte, le orecchie sgualcite dalle cuffie in totale isolamento dall’audio esterno, ricevendo sulla mail personale il contributo di tanta gente famosa. Le interviste contenute sono tutte di nostra produzione eseguite dai nostri tecnici operatori. Il lavoro è iniziato due anni fa con parte del materiale video raccolto da “spalmare” sulla storyboard e completare con altre immagini video per poter iniziare finalmente un vero e proprio progetto di editing. Questo è toccato a me! Questo è quello che faccio da quando avevo 13 anni, questo è quello che amo di più fare: creare.

Cosa le lascia questa esperienza professionale?
Antonio Clemente, alias Totó, mi ha dato la possibilità di interfacciarmi con i maggiori quotidiani nazionali e con i Tg d’ogni parte d’Italia e questa è stata una grande esperienza.  Oggi, grazie al docufilm, offro la possibilità a chi conosce Antonio De Curtis solo dal punto di vista cinematografico, di scoprire l’altra faccia di quest’artista partenopeo, e questa è una grandissima soddisfazione. Devo esprimere un sentito grazie a chi ha creduto in me, a chi crede costantemente alle mie idee e, da parte mia, ho messo tanto impegno, sperando di non deludere nessuno.

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