Intervista allo storico leader ambientalista che auspica un risveglio delle coscienze

Dopo l’interrogazione del Pci siciliano sulle trivellazioni alla ricerca di idrocarburi in piena Valle del Simeto, parte del mondo ambientalista e lo stesso Presidio partecipativo del Patto di Fiume Simeto fanno sentire la propria voce per ribadire il “no” alle trivelle e per rilanciare un modello di sviluppo sostenibile nella Piana di Catania. Abbiamo chiesto a Piero Cannistraci, ambientalista storico biancavillese, promotore dell’associazione “Casa Mirio”, una opinione sulle trivellazioni, ancora in fase di sondaggio, ma anche sul risveglio del mondo ambientalista che, su questa vicenda, forse non ha colto per tempo il pericolo che incombeva.

«Il Presidio partecipativo in questi giorni ha preso una posizione netta e questo va nella direzione auspicata – dice subito Cannistraci –. Speriamo, adesso, che si risvegli un movimento per contrastare le trivellazioni che stravolgono il territorio. Il nostro è un territorio a vocazione agricola e naturalistica e a guardare le risorse ambientali che esistono, dal Simeto all’Etna sino alla Piana di Catania, si rimane senza parole ad osservare ciò che è avvenuto. La natura e l’agricoltura danno la vera occupazione, non quella irrisoria delle trivelle o delle royalties che alla collettività non portano nulla. Mi auguro – chiude Cannistraci – che ci sia un vero e proprio risveglio delle coscienze e che i cittadini e la collettività, incluse le amministrazioni dei diversi comuni, lottino per riaffermare un modello di sviluppo basato sulla natura».

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