Le vicende degli ospedali di Biancavilla, Acireale e Caltagirone non possono essere ripetute e la censura che sta presentando il Pd regionale è la chiara dimostrazione di come l’assessore regionale alla salute abbia mal gestito questa situazione

«L’emergenza sanitaria che sta attraversando la nostra provincia ci preoccupa moltissimo. Le ultime notizie che arrivano, della Sicilia dichiarata zona arancione, dimostrano la chiara sottovalutazione della situazione da parte del Governo regionale. Così come l’atteggiamento da “scarica barile” del presidente Musumeci risulta inutile e dannoso». Lo dichiarano Angelo Villari, segretario provinciale del Pd e Angelo Petralia, vice segretario e responsabile Enti Locali del partito, a proposito dell’emergenza sanitaria da covid-19 che ha visto la Sicilia rientrare fra le regioni di fascia intermedia fra le altre due di colore rosso e giallo.

«Come ormai acclarato, i parametri che hanno portato a questa decisione erano noti a tutti perché concordati da governo e regioni da settimane –  sottolineano segretario dem e vice –. Era ed è evidente la fragilità del nostro sistema sanitario, la recrudescenza dei contagi in questo ultimo mese, l’allargarsi  dei tanti focolai che hanno colpito moltissimi comuni e molte strutture, anche sanitarie, insieme ai ritardi nel trovare soluzioni per mettere in sicurezza la salute dei cittadini catanesi e siciliani. Le scelte fatte fino ad adesso sono state inadeguate e inefficaci a partire dalla mancata individuazione di un ospedale Covid dedicato, come da tempo da noi richiesto, che evitasse la promiscuità degli interventi con i rischi che questa ha comportato.

La situazione è difficilissima anche per le ricadute che essa ha sulla nostra economia e su tante imprese che sono costrette a fermarsi per poter ripartire al più presto. È per questo che adesso non si può più perdere tempo. Bisogna lavorare e  utilizzare questo mese in Sicilia per agire in modo che a dicembre si possa ripartire con una situazione nuova che garantisca sicurezza sanitaria e ripartenza economica nella fase pre-natalizia. Per fare questo bisogna coinvolgere i comuni e le forze sociali ed economiche, per individuare soluzioni per combattere efficacemente il virus e, insieme a questa battaglia, mettere in campo da parte della Regione risorse aggiuntive (oltre a quelle già stabilite dal Governo nazionale) per dare ristoro alle categorie più colpite, ai cittadini più in difficoltà e per non lasciare indietro nessuno.

Solo così si aiutano i nostri sindaci,  troppo spesso lasciati soli, e il nostro sistema economico oggi in grande difficoltà.  In questi giorni abbiamo sentito i sindaci  di molti  comuni – sostengono i due esponenti dem – c’è una sofferenza generalizzata sociale determinata dalla chiusura di molte attività  commerciali  e imprenditoriali,  a cui  si  accompagna una situazione sanitaria che rischia di esplodere.  È il momento di trovare soluzioni capaci di  arginare gli effetti  devastanti della pandemia. Ai sindaci, alle categorie economiche e produttive deve essere garantita la solidarietà e il sostegno concreto di tutti.

Bisogna approntare interventi tempestivi e mirati in tutti  i comuni e particolarmente in quelli in cui più di altri, si stanno registrando casi di contagio. Massima attenzione ai cittadini  e massimo  sostegno  alle amministrazioni locali che da sole non hanno la forza economica e organizzativa per affrontare le centinaia di situazioni emergenziali  che si  susseguono. La tenuta sociale di  queste comunità  è  veramente a rischio. Ribadiamo quanto già sottolineato durante la nostra ultima direzione di partito.

Nella provincia di Catania va individuato un ospedale per approntare un Covid Center,  prendendo esempio da quanto fatto a Firenze. La vicenda dell’ospedale di Acireale (così come a Biancavilla o Caltagirone) non possono essere ripetute e la censura che sta presentando il Pd regionale è la chiara dimostrazione di come l’assessore regionale alla salute abbia mal gestito questa situazione. È assolutamente necessario – concludono Angelo Villari e Angelo Petralia – che anche la Sicilia, come altrove, ci si attrezzi per eseguire i tamponi rapidi che accorcino di gran lunga i tempi di attesa dell’esito dell’esame, garantendo l’adozione tempestiva di tutte le eventuali misure per evitare il diffondersi del virus».

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