Sui social la denuncia dell’assessore Marcellino: “Perché? Non basta solo l’atto punitivo ma bisogna scavare più a fondo”

Un risveglio amaro, l’ennesimo, quello di oggi per la comunità adranita, che ha dovuto assistere inerme al nuovo presunto atto vandalico perpetrato questa volta ai danni di un cartello con scritto “Colora la tua vita di rosa, scegli la prevenzione” posizionato dall’amministrazione comunale a piazza Immacolata, che da giovedì si è  tinta di rosa divenendo simbolo della campagna anti cancro promossa della Lega Italiana per la lotta contro i tumori. “Passando in macchina o a piedi in piazza Immacolata avete potuto notare un cartello e le luci rosa che la illuminano, simbolo di adesione alla campagna per la tutela della salute e prevenzione dei tumori al seno” scrive su Facebook l’assessore Anna Rita Marcellino. “Questa mattina la piazza si sveglia con il CARTELLO DISTRUTTO. Mi chiedo perché?  Perché? Perché queste reazioni?  Cosa dobbiamo fare di più di quello che si fa nelle scuole, nelle parrocchie e in tutte le associazioni?  Non rispondetemi ci vogliono le telecamere, bisogna scavare ancora più a fondo, non basta solo l’atto punitivo. Sicuramente non ci si arrende!”

“Cosa dobbiamo fare?” si chiede l’assessore Marcellino. Certamente l’atto punitivo, se da un lato porterebbe all’identificazione del colpevole di questa “marachella” dall’altro produrrebbe pochi effetti nel più ampio e difficile contesto della società di oggi. Le domande dell’assessore, che nella vita svolge anche il ruolo di insegnante, sono lecite e richiedono certamente analisi serie sul piano sociologico del fenomeno dell’inciviltà diffusa, presente ad Adrano così come in tante altre città. E laddove venisse accertato che il gesto sia stato compiuto da qualche giovane, l’interrogativo dell’assessore si arricchirebbe di nuovi elementi: le famiglie, i genitori, riescono ad essere ancora protagonisti dell’educazione delle nuove generazioni o delegano la crescita dei propri figli solamente ad agenzie educative esterne? La risposta, forse, ancora una volta sarebbe scontata e restituirebbe il quadro di un pessimo spaccato di una parte di questa “gioventù 3.0” . Nel frattempo, il cartello divelto è stato rimosso, perché non era riutilizzabile in quanto piegato. Domani, l’amministrazione, procederà con una nuova stampa e con il suo riposizionamento, nella speranza che qualcun altro non decida di replicare il vile gesto.

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