Ieri l’allarme sui social per un tampone di routine. Oggi, per fortuna, tutto rientrato

Non c’è nessun caso di Coronavirus a Biancavilla. Il tampone a cui si è sottoposta due giorni fa una donna di 25 anni – operatrice di un call center di Paternò – con chiari sintomi influenzali e febbre alta, ha dato esito negativo. Rientra, dunque, l’allarme scatenatosi sui social, dopo un articolo giornalistico pubblicato venerdì pomeriggio dalla testata online Biancavillaoggi, poi ripreso da altre testate e da un post Facebook del sindaco Antonio Bonanno. Un tam tam virale, è proprio il caso di dirlo, su Facebook e su Whatsapp che si è spinto oltre i limiti della decenza con nome e cognome e foto della ragazza, subito individuata, circolati sulle chat in barba alla privacy.

Accortezza ancor maggiore, in termini di riservatezza, che sarebbe richiesta nei casi che riguardano la salute. Un fatto che induce a riflettere sul Medioevo digitale che stiamo vivendo e che calpesta regole e riservatezza nel nome di un concetto, sbagliatissimo, di “dobbiamo sapere chi è”. Da più parti ci è stato chiesto il perché Yvii24 non abbia pubblicato la notizia del “tampone” a cui è stata sottoposta la paziente. La risposta è: un tampone non è una notizia; essere positivi al tampone, sì.

Si spiegano così anche i nostri limitati articoli che hanno riguardato due casi di positività al Coronavirus di cittadini originari di Santa Maria di Licodia, ripetiamo trattati con pochi articoli ed evitando coscientemente di speculare giorno per giorno. Sul caso di Biancavilla abbiamo volutamente scelto di non pubblicare rinunciando a migliaia di visualizzazioni che, in termini economici sarebbero equivalsi a introiti per i click sui banner pubblicitari che ogni tot di visualizzazioni recano fisiologicamente. Per noi la correttezza e la deontologia professionale sono valori non negoziabili.

Scrive su Facebook, il sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno: «Vi dò una buona notizia. La nostra concittadina sottoposta al tampone è risultata negativa. NON ha contratto il virus. Sono felice per lei, per la sua famiglia e per le persone che sono state a stretto contatto con lei. Ma tutto questo non modifica di una virgola il momento che stiamo vivendo e l’atteggiamento che siamo tenuti e mantenere. Non è questo il tempo in cui dobbiamo lasciarci sopraffare dalla psicosi e dalla paura, così come ho riscontrato in tanti in questi ultimi due giorni: dobbiamo essere rigidi con noi stessi per potere uscire tutti assieme da una circostanza imprevedibile che ci sta mettendo a durissima prova».

Nella giornata di ieri, la famiglia della ragazza ha voluto precisare alcuni aspetti della vicenda, anche alla luce della baraonda social scatenatasi nel momento della diffusione della notizia. «Mia sorella – si legge – sta bene ed è a casa già dalle ore 13 di ieri (avantieri per chi legge oggi, ndr) (subito dopo aver fatto il tampone). Non è mai stata ricoverata in nessun ospedale. Ad ora (ore 19 del 14/3/2020) non esistono referti che dichiarino la positività o negatività del tampone. Non ha organizzato alcuna festa ma partecipato ad una festa prima che uscisse il decreto sulla chiusura totale dell’Italia. Mia sorella ha semplicemente agito in via precauzionale per la salvaguardia sua personale, della famiglia, dei colleghi e di tutta la comunità, mettendosi prima in malattia e successivamente, dopo 2 giorni di febbre, allertando il 112, come da protocollo. Questi sono alcuni punti che servono a smentire le tante voci false che purtroppo stanno circolando sui social già da ieri. Spero che possa passare un messaggio importante: di solidarietà e di appello al buon senso».

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