Foto di Marcello Farina

Nella notte si sono manifestate fontane di lava e due colate laviche

Attività stromboliana e colate laviche. È il resoconto dell’ultima turbolenta notte sull’Etna che già da settimane ha intensificato la sua attività. In un primo comunicato stampa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, si legge che a partire dalle 3:50 “dalle telecamere della rete di sorveglianza visiva si osserva un forte incremento dell’attività stromboliana a carico di almeno due bocche del cratere di SE che, dalle 4:15 circa, alimenta un trabocco lavico dalla nicchia di frana apertasi sul fianco sud-occidentale del Cratere di Sud-Est durante l’attività parossistica del 13 dicembre”.

In una seconda nota stampa, l’INGV-OE comunica che a partire dalle 5:19 “l’attività stromboliana si è repentinamente evoluta in una fontana di lava. L’attività alimenta due distinti flussi lavici: uno si dirige verso Sud-Ovest e si ramifica a Ovest ed ad Est di Monte Frumento Supino; il secondo si dirige in direzione Est, all’interno della Valle del Bove. Allo stato attuale, il valore dell’ampiezza media del tremore vulcanico si mantiene su un livello alto. La posizione del centroide delle sorgenti del tremore risulta localizzata nell’area del Cratere di SE.

L’attività infrasonica continua ad essere sostenuta, con valori elevati sia nella frequenza di accadimento che nell’ampiezza degli eventi infrasonici. Le sorgenti degli eventi sono localizzate nell’area del Cratere di SE. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo mostrano che continua la debole variazione sui segnali clinometrici alle stazioni sommitali. A partire dalle 5:00 una ancora più debole variazione è osservabile anche in qualche stazione a media quota”.

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