Per il segretario regionale dem, Anthony Barbagallo, si nasconde l’elenco dei siti di stoccaggio; per i grillini i criteri per la scelta dei siti non sono chiari

Ancora il piano siciliano di smaltimento dell’amianto al centro del dibattito politico regionale. Al momento sono stati resi noti i siti di stoccaggio di Biancavilla, Bosco di San Cataldo, Milena e Pasquasia, ma sarebbero 35 in totale i siti su tutto il territorio. All’attacco del governo Musumeci vanno il Partito Democratico, con una nota del deputato regionale e segretario regionale, Anthony Barbagallo, e del vicesegretario nonché sindaco di Montedoro, Renzo Bufalino, ed il Movimento 5 Stelle con i deputati regionali Giampiero Trizzino, Stefania Campo, Stefano Zito Nuccio Di Paola. Pubblichiamo di seguito le due distinte note.

Anthony Barbagallo: “Governo Musumeci nasconde elenco dei siti di stoccaggio”

«La mancanza di trasparenza, ancora una volta è la tara del governo Musumeci – dichiara il segretario regionale del Pd e deputato Ars Anthony Barbagallo –. Stavolta tocca al piano amianto che passa col voto favorevole in Commissione Ambiente Ars. Il governo dice che in Sicilia sono stati individuati 35 siti di stoccaggio ma, a domanda, ne elenca solo quattro a titolo esemplificativo: Biancavilla e le miniere dismesse Bosco di San Cataldo, di Milena e di Pasquasia. Su tutto il resto regna il mistero glorioso su cui il PD non intende assolutamente soprassedere: vogliamo conoscere l’elenco completo e i criteri che hanno portato all’individuazione dei quattro prescelti».

Rincara la dose Renzo Bufalino, vice segretario del Partito e primo cittadino di Montedoro: «Il giudizio negativo è legato soprattutto ai siti individuati che, come affermato dai tecnici della Protezione Civile, sono stati scelti – spiega – senza aver prima valutato altre alternative. Infatti, alcuni di questi presentano grosse criticità che, a parer nostro, non li rendono idonei al deposito di un rifiuto così pericoloso».

Per la biancavillese Melissa Pappalardo, presidente dell’associazione LAM (Lotta al Mesotelioma), sentita dalla Commissione, ci sono altre criticità non affrontate dal Piano: «Non vengono infatti prese in considerazione – afferma – le problematiche legate all’inquinamento ambientale da fluoroedenite del Comune di Biancavilla. Inoltre il piano è lacunoso poiché – aggiunge – l’Inail non riconosce la malattia come professionale perché generata da problematiche ambientali: ciò vuol dire un unico sussidio una tantum nei confronti dei malati anziché la pensione di invalidità come invece avviene in altre realtà nazionali. Il Piano è carente anche in materia di screening perché – conclude – la fascia di età prevista negli attuali è ormai superata da evidenti casi clinici».

M5S contro il piano amianto: «Criteri per la scelta dei siti di stoccaggio non chiari»

«Con un colpo di mano la maggioranza che sostiene il governo Musumeci ha oggi dato parere favorevole in commissione ambiente al piano amianto che stabilisce senza nessuna trasparenza, che tra i siti che rientrano nel piano in Sicilia dove stoccare i rifiuti, sono stati individuati quelli di Biancavilla, la miniera dismessa Bosco di San Cataldo, la miniera dismessa di Milena e quella di Pasquasia. Vogliamo sapere quali sono i criteri oggettivi, se esistono, che hanno portato a individuare questi quattro siti e perché non sono stati ascoltati comitati ed associazioni». A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle all’Ars Giampiero Trizzino, Stefania Campo, Stefano Zito e il deputato gelese Nuccio Di Paola a proposito della scelta dei siti di stoccaggio dell’amianto individuati nel piano

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