L’evento si è svolto all’interno del chiostro dei Benedettini

“Cultura è bellezza”. È stato questo il motivo conduttore della serata che si è svolta ieri a Santa Maria di Licodia, all’interno del chiostro dei Benedettini, voluta dall’assessorato alla Cultura licodiese guidato dal vicesindaco Mirella Rizzo. Non solo una semplice cerimonia di intitolazione di due vie che sorgeranno nei pressi del nuovo asilo nido di via Aldo Moro dedicate a personaggi illustri della comunità licodiese – quali il matematico Angelo Marcello Anile  e il benedettino e matematico Romualdo Maria Rizzari – ma un vero e proprio viaggio nella storia della cultura del paese.

«Una serata particolare» ha esordito il primo cittadino Salvatore Mastroianni, «perché andiamo a riscoprire personaggi a molti di noi sconosciuti. Abbiamo voluto intitolare queste strade a due personaggi che hanno dato molto a Santa Maria di Licodia ma che quasi ignoriamo. Questa amministrazione ha avuto una sensibilità particolare a dedicare via, slarghi, piazze a persone che hanno contribuito per il paese. Un ringraziamento anche al professore Gino Sanfilippo, perché grazie a lui abbiamo ripristinato questi ricordi e ne abbiamo capito l’importanza di questi personaggi per la nostra comunità».

Ampia parte della serata è stata dedicata alla figura figura del professore Angelo Marcello Anile, matematico e fisico nato a Santa Maria di Licodia il 3 gennaio 1948 e scomparso nel 2007. I ricordi della figura di scienziato , sono stati affidati ad alcuni docenti dell’Università degli Studi di Catania che hanno condiviso esperienze lavorative e di vita con il matematico licodiese. Tra questi, il professore Mario Alberghina, già ordinario di Biochimica, il professore Giovanni Muscato direttore del Dipartimento di matematica e informatica catanese e il professore ordinario di Astronomia e Astrofisica Valerio Pirronello.

Ordinario di Fisica e Matematica presso l’Università degli Studi di Catania, Anile, dopo una laurea in matematica conseguita nel 1970 presso l’Università di Pisa e la Scuola Normale con il massimo dei voti e la lode, con una tesi di Astrofisica, conseguì anche un dottorato presso l’Università di Oxford. Si è occupato principalmente di relatività generale, astrofisica e fluidodinamica relativistica e tanto altro ancora.

Particolarmente toccante il ricordo del profilo “umano” di Angelo Marcello Anile, raccontato con molta emozione dalla moglie Marisa Lappano Anile. «Marcello penso che abbia scritto la sua tesi di laurea qui in campagna e sicuramente, sempre in questa piccola casa in campagna, ha iniziato a pensare alla sua tesi di dottorato. Posso testimoniare che è riuscito a scriverci un libro pubblicato  dalla “Cambridge University Press” mentre faceva il padre di 3 figli. Devo testimoniare che era straordinario, perché riusciva a conciliare i capricci di 3 figli, e anche della moglie, alla scrittura di un libro che è ancora oggi un masterpiece a distanza di 30 anni. Qui, in questo paese, ci sono radici fortissime e anche mio figlio il maggiore è legatissimo a Santa Maria di Licodia. Questa intitolazione di una strada a Marcello rafforza ancora una volta questo legame».

Altra intitolazione della serata, quella al filosofo e sacerdote benedettino Romualdo Maria Rizzari, decano del monastero  di San Nicolò L’Arena di Catania. Rizzari e Anile, pur certamente di contesti storici differenti, sono legati tra loro dal filo della conoscenza. Seppur Rizzari non sia un licodiese, si incrocia con le vicende monastiche licodiesi, inserendosi nel filone del “cattolicesimo illuminato” caratterizzato da un’apertura alle sensibilità del tempo sia in ambito religioso spirituale che scientifico. Rizzari, discendente dalla famiglia aristocratica dei Gioeni, nel 1723 venne chiamato dal vescovo di allora per occuparsi della ricostituzione dello “jus” parrocchiale di Licodia, permettendo poi l’elevazione a parrocchia della chiesa Santissimo Crocifisso. Rizzari, fu il primo parroco di Santa Maria di Licodia, nominato il 10 agosto 1754.

«Ancora una volta Santa Maria di Licodia si ritrova piacevolmente intorno a delle persone che hanno dato lustro alla cittadina e che con orgoglio riconosciamo e abbracciamo idealmente» ha aggiunto l’assessore alla cultura Mirella Rizzo. «Nel nostro progetto amministrativo c’è la “pedagogia della toponomastica”, che aiuta a recuperare il senso della storia e dell’appartenenza. Intorno alle persone belle e che hanno dato tanto con il loro contributo scientifico è bene stringersi ed identificarsi con loro». Le targhe toponomastiche ceramizzate recanti i nomi delle vie intitolate oggi, saranno poste sulle nuove strade nei prossimi giorni e sono state offerte da un artigiano locale. Per la realizzazione dell’evento di oggi, hanno anche collaborato i giovani volontari del Servizio Civile Universale in forza presso il comune. A moderare l’incontro, il licodiese Benedetto Rizzo.

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